"... Da ragazzo avevo l'abitudine di scrivere su un diario ciò che mi passa per la testa. Frasi, canzoni, citazioni, pensieri. Ora che sono grande ho continuato questa abitudine sul web ..."
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sabato 4 gennaio 2014

E ALLA FINE MI PERDERÒ NEI RICORDI.

E alla fine mi perderò nei ricordi. 
Mi perderò in quel “vengo con te, se vuoi”, mi perderò nei bicchieri di birra, nelle risate sincere, nelle penne che non scrivono. 
Mi perderò nei capelli diventati grigi, nelle stempiature degli anni che passano, negli occhiali. 
Mi perderò nelle frasi dette per gioco, negli abbracci sinceri, nelle sigarette fumate. 
Mi perderò nei tragitti in auto, nelle canzoni di sottofondo, nelle parole non dette. 
Mi perderò ricordando i bei tempi, i nostri 20 anni, la nostra gioventù. 
Mi perderò nelle facce, negli sguardi, nei sorrisi, nelle parole. 
Mi perderò nel ricordo di io che amavo lei, di lui che amava quell’altra, e chissà se mi perderò nel ricordarmi che io amavo te. 
Mi perderò. Forse una volta, forse dieci, forse cento, forse mille. 
Mi perderò perché sono stato bene, perché avrei voluto fermare il tempo e poi riportarlo indietro. 
Mi perderò. Ma alla fine arriverai tu.

sabato 9 novembre 2013

PREMERE IL TASTO RESET

Possiamo schiacciare il tasto "reset" una, dieci, cento, mille volte, ma tu non cancellerai mai quello che é stato e io non cancellerò mai quello che sarà.
Schiaccia, schiaccia pure se ti va. Ma non servirà. Non servirà a cancellare quello che è stato, l'amore che ti ho dato, l'attesa infinita, le parole che non ti ho detto ma che ti ho scritto. Schiaccia pure. Ma non servirà a cancellare quell'ombra sul mio viso, quella falsa voglia di dimostrare che è tutto a posto.
Sì, anche io vorrei schiacciare quel tasto. Lo schiaccerei con tutte le mie forze. Se solo servisse per tornare indietro, per farti cambiare idea, per cambiare il corso delle cose. 


martedì 20 agosto 2013

QUELLE CITTA' VUOTE NEI WEEKEND D'AGOSTO...

Davide aveva sempre avuto un debole per la città nei weekend d’agosto. Gli piaceva il fatto che si svuotasse, che non ci fossero troppe macchine in giro, che potesse osservare con attenzione le persone che incrociava (gli sembrava anche quelle stesse persone si muovessero con più calma, con meno frenesia). Era come vedere un’altro volto della città. Ripeteva spesso “osservare la città vuota è come osservare una donna nuda”. E a lui guardare quella “donna nuda” piaceva tanto.
Trovo facilmente parcheggiò (un’altra cosa che adorava della città vuota) e si incamminò per il viale.
Su una panchina due ragazzi si baciavano e si giuravano amore eterno (poi magari scopriranno che “eterno” significava un paio di mesi, pensò cinicamente). Un barbone rovistava nei cassonetti alla ricerca di qualcosa che probabilmente neanche lui sapeva cosa fosse. La signora Maria (Davide la conosceva da 15 anni) tornava a casa con in mano la busta della spesa. Lo salutò gentilmente prima di sparire nel portone. Un signore guardava una vetrina, gli parve di riconoscerlo ma non ricordava chi fosse, né tanto meno il nome. Una ragazza portava in giro i suoi 20 anni con un vestito leggero che copriva poco le sue grazie. Aveva belle gambe e camminava con atteggiamento quasi vanitoso. Una commessa fumava una sigaretta sull'uscio del negozio aspettando che arrivasse qualche cliente. Ad un tavolino di un bar quattro amici parlavano e scherzavano chiassosamente discutendo di spiagge, vacanze e belle ragazze. Un matto camminava ondeggiando a destra e sinistra, ogni tanto si fermava, borbottava qualcosa e poi riprendeva il suo cammino. Un anziano cercava un pò di sollievo dal calore rinfrescandosi ad una fontana.
Davide lesse distrattamente un manifesto poi si guardò intorno. Sì, era proprio bella la città nei weekend d'agosto...

domenica 28 luglio 2013

...A VOLTE RITORNANO...

...A volte ritornano...
Un amore dei tempi del liceo che non hai mai dimenticato...
Quella canzone che non ascoltavi da molto tempo ma di cui ricordavi tutte le parole...
Alcune foto finite in un cassetto...
...A volte ritornano...
Un libro che non ricordi neanche se avevi letto...
La voglia matta di fuggire lontano...
Un sorriso che sembrava importante...
...A volte ritornano...
Una birra in compagnia...
L'odore del caffè la mattina...
Il sapore di un cornetto caldo...
...A volte ritornano...
O forse siamo noi che ci illudiamo che a volte ritornino...

domenica 30 giugno 2013

CORRI RAGAZZO, CORRI

Corri ragazzo, corri.
E non pensare a lui, andato via troppo presto. Perché le persone non vanno mai via veramente, restano qui con noi, nei nostri pensieri, nei nostri gesti, nelle nostre parole, nei nostri cuori.
Corri ragazzo, corri.
Ora che lei non ti ama più. E forse non ti ha mai amato veramente, perché siete sempre stati troppo distanti e colmare il vuoto che vi divideva è diventato sempre più impossibile.
Corri ragazzo, corri.
Per le canzoni che porti nel cuore, quelle che urli a squarciagola al concerto mentre intorno vedi solo facce sconosciute e ti chiedi dove sarà lei stasera.
Corri ragazzo, corri.
Fregatene della pioggia di fine giugno, del vento che soffia leggero sul tuo volto imperlato di sudore, dell'odore della campagna subito dopo il temporale. 
Corri ragazzo, corri.
Fai andare quelle gambe, libera la mente, senti il battito del tuo cuore, respira profondamente. E poi alza la musica, alzala più forte. A volte le canzoni devono superare il rumore dei pensieri.
Corri ragazzo, corri.

venerdì 19 aprile 2013

E’ TUTTO SBAGLIATO

E’ tutto sbagliato.
Cercarti, trovarti, sperare di rincontrarti
E’ tutto sbagliato
Non guarderò più i tuoi occhi,
non sfiorerò più il tuo viso,
non bacerò più le tue labbra.
E’ tutto sbagliato.
Perché il passato è passato
e tornare indietro non si può.
E’ tutto sbagliato.
Anche dare un senso a questo vuoto
che il tempo ha scavato tra noi due.
E’ tutto sbagliato.
Cercare in una foto, in un gesto, in una parola,
tutto quello che ho perso tanto, troppo tempo fa.
E’ tutto sbagliato.
E me ne accorgo ora, mentre scivoli via dai miei pensieri
mentre il sole di ieri è già la nuvola di oggi.
E’ tutto sbagliato.
E vorrei dirtelo ora, qui, subito.
E’ tutto sbagliato.
E poi andare via. Senza voltarmi mai.

sabato 6 aprile 2013

LETTERA A MIO FIGLIO

Figlio mio,
un giorno tu nascerai e crescerai forte come un leone. Imparerai che la vita è quella che ti insegnano da piccolo, quando devi imparare a fare un passo alla volta per iniziare a camminare da solo e mentre lo impari cadrai più volte ma ogni volta imparerai a rialzarti e a proseguire il tuo cammino.
Imparerai ad amare le cose belle ed accettare le cose brutte. Capirai che le delusioni aiutano a crescere e che non sono le ferite che fanno male ma le cicatrici che restano. E ti renderai conto che gli schiaffi non fanno male. Tranne quelli che ti dà la vita.
Avrai un sogno nel cassetto e dovrai impegnarti molto per riuscire a realizzarlo. Ma sono sicuro che non mollerai mai.
Ti insegnerò a giocare a calcio e ogni giovedì sera andremo insieme a giocare a calcetto e dopo avermi fregato con un dribbling sorridendo mi dirai “ritirati, sei troppo vecchio per giocare a calcetto”.
Guarderemo insieme le partite del’Inter e urleremo di gioia quando il nostro bomber la metterà dentro. E una sera piangeremo di gioia perché l’Inter avrà vinto la Champions League e ti porterò per le vie della città a festeggiare.
Ti insegnerò ad apprezzare i libri. E le canzoni degli Eagles. E la musica degli anni’80. E le piccole cose che la vita saprà regalarti.
Ti innamorerai, figlio mio. Accarezzerai un viso di donna e passerai le dita fra i suoi capelli e capirai che anche tu sei finito nel vortice dell’amore da cui non uscirai più.
Girerai il mondo, conoscerai posti nuovi. Avrai voglia di partire e desiderio di tornare a casa tua.
Piangerai e mentre lo farai ti rendi conto che piangere fa bene e dopo ti sentirai meglio.
Avrai voglia di urlare e lo farai con tutta il fiato che hai, ma nessuno ti ascolterà.

sabato 9 marzo 2013

LE PAROLE NON SERVONO PIÙ...

Le parole non servono più.
Perché siamo ormai troppo distanti e non le sentiremmo più. E non servirebbe urlare più forte se c’è l’abisso in mezzo.
Le parole non servono più.
Se le devi usare per inventare scuse, per dire “mi dispiace” e cercare giustificazioni che non ti mai chiesto e mai ti chiederò.
Le parole non servono più.
Ora che hai capito che mi vuoi bene, che sono un vero amico e non sai se meriti tutto questo. Ma tutto questo è solo vento che soffia e pioggia che il sole asciugherà.
Le parole non servono più.
Se hai bisogno di qualcosa, di qualsiasi cosa io ci sarò. E te ne ricorderai. O forse lo hai già scordato. Perché di nulla hai bisogno se a darlo sono io.
Le parole non servono più.
Basterebbe soltanto guardarci negli occhi e provare a leggerci dentro. Per capire tutte le cose che dovevano essere dette e sono invece rimaste imprigionate nei pensieri.
Le parole non servono più.
Un caldo abbraccio, un dolce sorriso, una semplice carezza, direbbero molto, molto di più di tante inutili parole.
Le parole non servono più.
Quando hai già detto tutto. E tutto è ancora da dire.
Le parole non servono più.

martedì 22 gennaio 2013

...NON VUOL DIRE...

Cercare non vuol dire Trovare.
Inseguire non vuol dire Raggiungere.
Piangere non vuol dire Non Essere Felice.
Perdonare non vuol dire Dimenticare.
Sentire non vuol dire Ascoltare.

sabato 10 novembre 2012

SERENAMENTE AVRAI

Avrai un sogno e un tempo per realizzarlo,
Avrai canzoni da cantare e parole da scrivere,
Avrai lacrime per piangere e sorrisi da regalare,
Avrai un maglione che ti scalderà e scarpe da comprare,
Avrai seni troppo piccoli e gambe da mostrare,
Avrai labbra da baciare e visi dolci da accarezzare,
Avrai libri da leggere e film da guardare,
Avrai piogge che ti bagneranno e un sole che ti asciugherà,
Avrai un amore da aspettare e amiche che non ti lasceranno,
Avrai un mare dove tuffarti e un prato dove sederti,
Avrai gelati con la panna e tranci di pizze,
Avrai una sigaretta da fumare e una canna da rifiutare,
Avrai emozioni da vivere e persone a cui le racconterai,
Avrai gonne troppo corte e magliette aderenti,
Avrai abbracci sinceri e baci che non scorderai,
Avrai un papà geloso e una mamma comprensiva,
Avrai voglia di urlare e nessuno che ti ascolterà,
Avrai paura di andare e voglia di tornare,
Avrai città da visitare e monumenti da fotografare,
Avrai una vita intera tutta per te e mi prometterai di viverla intensamente.

giovedì 13 settembre 2012

QUELLA CORSA INFINITA PER RAGGIUNGERE LEI

Chiuse il libro e lo poggiò sul letto. C’era silenzio intorno. Gli piaceva questo silenzio, questo senso di calma apparente, di quiete dopo la tempesta. Gli operai giù per strada non c’erano più, i suoi genitori erano usciti ed era solo. Solo con i suoi pensieri.
Chiuse gli occhi. Penso a Flavia. Alla telefonata che aveva ricevuto un paio di ore prima. Una di quelle telefonate che capisci subito che hanno l’unico obiettivo di sentirti. Lui ne aveva fatte parecchie di queste telefonate. Forse per questo ormai le riconosceva subito. L’atteggiamento di Flavia nei suoi confronti stava cambiando nelle ultime settimane ma ora non serviva più. Ora era troppo tardi.
Come qualche sera prima quando a casa sua l’aveva chiamato in disparte sul balcone e mentre fumavano insieme una sigaretta lei si era lasciata andare dicendogli che era un bravo ragazzo, che stava bene con lui, che si sentiva sempre a suo agio quando era con lui. Parole bellissime ma inutili. E’ incredibile come le parole possano cambiare di significato a seconda dei momenti. Due mesi prima le avrebbe preso il viso tra le mani e l’avrebbe baciata. Quella sera invece si era limitato ad annuire e a ringraziarla per le belle parole. Più tardi prima di addormentarsi pensò che l’amore migliora le persone, le fa diventare più stronze. E Flavia che da due mesi stava con un altro era stata un po’ stronza nel dirgli quelle belle parole quando ormai erano inutili, come un ombrello in una giornata di sole.
Si perse nel ricordo delle telefonate che lasciavano un retrogusto strano, delle chiamate senza risposta, degli inviti sistematicamente rifiutati (tranne uno, cazzarola, tranne uno), dell’infinita corsa per raggiungerla senza riuscirci mai. Forse Flavia era proprio questa: una corsa infinita per tentare di raggiungere qualcosa di irrangiungibile.
Arrivò la pioggia a spezzare quel silenzio. Anche quella sera era arrivata la pioggia. Una pioggia di risate che spinse Flavia a dire che era meglio rientrare in casa. Si vede che è destino, pensò mentre sulle sue labbra comparve un timido sorriso.

domenica 5 agosto 2012

VORREI CHE LA VITA FOSSE COME IL CALCIO

Vorrei che la vita fosse come il calcio. Vorrei un mondo dove se perdi a maggio può tornare a sperare a settembre. Un mondo dove un’occasione persa non è persa per sempre ma prima o poi torna indietro. Sarebbe bello dopo che una ragazza ti dice no, avere un’altra occasione, un’altra speranza.
Un po’ come succede nel calcio, no? Perdi lo scudetto a maggio ma a settembre ritorni a sperare di vincerlo. E se perdi una finale prima o poi avrai nuovamente l’occasione di potertela giocare quella finale, e magari stavolta vincerla.
A volte, per fortuna non troppo spesso, mi capita di accorgermi che in alcuni momenti dopo aver perso un’occasione ho continuato a sperarci. Ho perso l’occasione di fare il giornalista eppure ho continuato a sperarci ancora per molto tempo. E dopo che Mary o Lavy mi hanno detto chiaramente che non mi amavano ho continuato a sperare di conquistarle, di farle innamorare.
Purtroppo la vita non è come il calcio. Non c’è mai, quasi mai, un’altra occasione, un’altra finale da rigiocare, un’altra possibilità. Se perdi la finale di Champions League puoi sperare di vincere la finale di Europa League, o la Coppa del Mondo, ma non avrai più l’occasione di vincere la Champions League.
Chi lo sa, forse è anche giusto così. Continui a correre dietro una Coppa Italia che non vincerai mai e ti perdi l’occasione di vincere lo scudetto. Forse la vita è bella anche per questo. Perché non ti dà una seconda possibilità ma te ne dai una nuova, forse più bella forse più brutta, ma sicuramente nuova.

mercoledì 20 giugno 2012

VORREI CHE FOSSE AMORE...

Vorrei che fosse amore.
In questo pomeriggio caldo mentre sto seduto ad aspettare. E non so nemmeno io cosa sto aspettando. Però voglio aspettare. Come direbbe quel cantante “se per caso fosse amore me lo voglio meritare”. E aspetto. Aspetto un sorriso, uno sguardo, una parola. E non importa quando dovrò aspettare. Col tempo ho imparato ad aspettare. E a non aver fretta mai.
Vorrei che fosse amore.
Io, sì, proprio io. Io che avevo smesso di credere nell’amore, io che ero volevo starmene qui seduto da solo senza una lei che mi entrasse nel cuore e me lo mettesse sottosopra, senza pensieri in cui perdermi, senza foto da guardare e riguardare all’infinito, senza canzoni da ascoltare mentre torno a casa dopo una giornata di lavoro, senza parole da dover cercare per esprimere ciò che sento.
Vorrei che fosse amore.
Un amore fatto di baci, di carezze, di abbracci, di parole, di silenzi, di sguardi, di sorrisi, di attese, di sogni, di pensieri, di canzoni, di tutto, di nulla.
Vorrei che fosse amore.
Per me, per te, per sempre.

sabato 12 maggio 2012

HO MESSO VIA...

Ho messo via…
Ho messo via le tue canzoni, perché ascoltarle senza di te non è lo stesso
Ho messo via i miei errori, tanto non imparerò mai
Ho messo via un po’ di foto, non volevo prendessero altra polvere
Ho messo via le illusioni, ho deciso che prima o poi smetterò
Ho messo via i tuoi sorrisi, così mi faranno compagnia nelle serate tristi
Ho messo via quell’odore, e non so neanche perché
Ho messo via le tue parole, per non dimenticarle quando sarà tardi
Ho messo via un abbraccio, non volevo restarne senza
Ho messo via un paio di stelle, ma non le ho nascoste, così le vedrai
Ho messo via un sorso di whisky, da bere quando avrò qualcosa da scordare
Ho messo via i sogni, ma non tutti, qualcuno l’ho tenuto con me
Ho messo via le sue labbra, per non doverle baciare più
Ho messo via un po’ di ricordi, quelli servono sempre sai
Ho messo via te…
No, non è vero.
Ho messo via mille e più cose ma tu sei sempre qui.
E non vuoi andare via.

venerdì 6 aprile 2012

RICORDI DI PASQUA

Ricordi di Pasqua. Di vigilie frenetiche, di spese al centro commerciale, di abbracci sinceri, di sorrisi mai spenti, di partite vinte.
Ricordi di Pasqua. Di cioccolatini sul cruscotto, di visi dolci come uova di Pasqua, di baci mai dati, di vino che scorreva a fiumi, di amori perduti o mai trovati.
Ricordi di Pasqua. Di canzoni cantate a squarciagola, di paranoie, di silenzi, di telefonate inopportune, di “ti amo” mai detti.
Ricordi di Pasqua. Di quando avevi poco più di ventanni, di quando l’amore sembrava bellissimo, di quando i sogni stavano per diventare realtà.
Ricordi di Pasqua. Di te, di lei e di una felicità che non tornerai mai più indietro.

giovedì 29 marzo 2012

PIÙ TEMPO PASSI CON LA PERSONA SBAGLIATA E...

Più tempo passi con la persona sbagliata, meno tempo ti resta per quella giusta.
E per la tua famiglia.
E per un viaggio.
E per una telefonata.
E per un film.
E per una birra con gli amici.
E per ascoltare una canzone.
E per un aperitivo.
E per migliorare.
E per andare al cinema.
E per un libro.
E per una partita di calcio.
E per scrivere.
E per pensare.
E per un sorriso.
E per guardare la luna.
Qualsiasi cosa è meglio che perdere tempo con la persona sbagliata.

lunedì 19 marzo 2012

MI MANCHI

Mi manchi,
Non so dirti altro perché altro da dirti non c’è.
Mi manchi,
da quando le parole tra noi sono diventate foglie spazzate via dal vento.
Mi manchi,
nelle serate malinconiche, nei sabati sera sempre uguali, nei sogni ormai finiti.
Mi manchi,
non so dove sei, cosa fai, con chi sei.
Mi manchi,
vorrei riportare indietro quel treno e non farti partire più.
Mi manchi,
non sento più la tua voce, non vedo più i tuoi occhi, non sfioro più i tuoi capelli.
Mi manchi,
il telefono squilla invano come una richiesta d’aiuto a cui nessuno risponde.
Mi manchi,
stringimi le mani, tienile strette, non lasciarmi andare via.
Mi manchi,
Non so da quando tempo ormai, forse un giorno, forse un mese, forse da sempre
Mi manchi,
non so dirti altro perché altro da dirti non c’è. Perché mi manchi e basta.

venerdì 10 febbraio 2012

BASTA UNA SCINTILLA....

A volte basta una scintilla. Basta una scintilla per far scoppiare il fuoco dei ricordi, un incendio che ti travolge e non riesci a domare.
Basta una scintilla, un nome ed ecco che rivedi tutto. La festa di compleanno, due occhi bellissimi, l’incontro combinato, la grandissima figura di m…a, tu impacciato che non sai cosa dire, quella telefonata mai fatta, quel sorriso che ti ha stregato e che non riuscivi a dimenticare.
Basta una scintilla. E ripensi agli sms scritti, all’emozione di quel messaggio alle 11 di sera, alle parole dette, ad un fugace incontro prima che lei sparisca nel nulla, ad una bugia stupida. E ancora due stelle in mezzo al viso e un raggio di sole chiuso tra le labbra.
Basta una scintilla per ripensarla, per addormentarti pensando a lei, a quello che poteva essere e a quello che non è stato.
Basta una scintilla. Avevi vent’anni ed eri convinto che l’amore fosse quello letto nei libri o visto nei film.
Basta una scintilla. E non importa se è successo tanto, troppo tempo fa. Non importa se il tempo cancella tutto o non cancella niente.
Basta una scintilla, una piccolissima scintilla per perderti in chissà quali pensieri.
Basta una scintilla per farti travolgere dai ricordi e affondarci dentro fino a quando non arriva il tempo a spegnere tutto.
Basta una scintilla. O forse non basta più.

sabato 21 gennaio 2012

COME FIAMMA DEL CAMINO...

E poi ti accorgi che i sabato sera sono diventati ormai tutti uguali. Malinconicamente persi dietro uno schermo di un portatile. A scrivere, per sentirti vivo, per convincerti che va bene così, che stai bene e non hai bisogno di nulla. 
Guarda la fiamma del camino, guarda come arde, come è viva. Tu non sei così, tu somigli ad un carbone mezzo spento che non ha più la forza di riaccendersi. Scrivi, scrivi se ti fa sentire meglio. Ma sabato prossimo sarà uguale a questo e anche quello successivo, e quello dopo. 
Non sono questi i sabati che volevi, non è questa la vita che volevi. Non volevi perderti dietro ad un pc, non volevi spendere tempo a scrivere per sentirti vivo, non volevi far scivolare la mano per raggiungere un effimero piacere. 
Come quella fiamma hai bruciato tutto ciò che ti stava intorno. Ma quella fiamma riscalda qualcuno e quel suo ardere intenso è passione, è vita, è amore. Tu invece ti sei limitato a bruciare tutto, come un incendio nel bosco in piena estate. 
E ora rimane solo polvere. E cenere. E nulla, solo il nulla.

lunedì 2 gennaio 2012

PER TE, SOLO PER TE

Ti coprirò per non farti bagnare dalla pioggia che scende giù;
Brinderò con te bevendo liquori gradevoli come il tuo profumo;
Fumerò con te sigarette che bruciano in gola per starti vicino;
Mi perderò nei tuoi occhi e non avrò paura di lasciarti andare;
Sentirò le tue mani all’improvviso sulla mia schiena in un piacevole massaggio;
Ti abbraccerò forte, fino a soffocarti per non farti andare via;
Ti prenderò in braccio e ti solleverò per sentirti più vicina;
Rivedrò quella scena mille e mille volte e mi emozionerò ogni volta;
Ascolterò fino alla nausea quella canzone solo per pensarti un po’ di più;
Sognerò di baciarti sulle labbra e di aspettarti quando uscirai dal lavoro;
Farò tutto questo per te, solo per te. E non importa se sembrerò ridicolo.
Quando c’è l’amore si è sempre un po’ ridicoli.